breon byvincenzo 300Sono originario di New York ma dal 2004 vivo in Italia, da quando ho lasciato New York con mia moglie e i nostri due figli per trasferirci in Umbria. Negli ultimi trent’anni ho addestrato migliaia di cani e aiutato altrettante persone a essere più felici con i loro compagni a quattro zampe e oggi esercito questa professione tra Roma e l’Agriturismo che ho creato assieme a Marta. Il Cucciolo è un luogo speciale, un piccolo villaggio dove gli ospiti possono portare i loro cani e lavorare con loro o anche solo godersi la splendida natura che ci circonda. Avere con sé il proprio cane in vacanza garantisce la compagnia e quello che ho notato è che chi ama gli animali è anche un ospite sensibile e attento alla vita campestre.

Durante i primi vent’anni di attività in America, ho avuto tanti clienti nel mondo della moda: stilisti, modelli, grafici e soprattutto fotografi. Questo grazie al supporto che ho ricevuto fin dall’inizio della mia carriera da Bruce Weber e Nan Bush che, come clienti prima e come amici poi hanno avuto un impatto notevole sulla mia vita e sul mio lavoro. Grazie a Bruce e al suo incoraggiamento, nonché alle sue meravigliose foto, nel 2001 ho pubblicato il mio libro “Philosophy Dog: The Art of Living With Man’s Best Friend”, edito da Universe Publishing (Rizzoli), contenente immagini dei più importanti fotografi di fashion di tutto il mondo. I Golden Retrievers di Bruce e Nan mi hanno accompagnato per anni, mentre continuavo a imparare il linguaggio e i comportamenti canini. Ho avuto la fortuna di conoscere altri artisti di talento, come Steven Misel e Steven Klein e i loro meravigliosi cani.

Negli Stati Uniti ho ottenuto una certificazione dell’Animal Behavioural College, come istruttore di chi vuole dedicarsi a questa professione. Molti studenti del college sono venuti ad acquisire esperienza di prima mano dalle lezioni di gruppo che tenevo in tre diversi centri a Manhattan. Di solito mi occupavo di problemi comportamentali interessanti, come l’aggressività, l’ansia, la paura o la carenza di leadership da parte degli “umani”. Nonostante la Grande Mela sia densa di cani, la convivenza tra gli esseri umani e i loro compagni è resa possibile dal fatto che in generale le persone imparano ad essere leader dei propri cani e a rispettare molte regole condivise. Inoltre c’è l’abitudine di socializzare i cuccioli, di abituarli all’ambiente e di sterilizzare i maschi.

Venendo a vivere in Italia, in particolare in Umbria, ho trovato una cultura diversa da quella cittadina che conoscevo bene, in cui i cani sono una sorta di parenti stretti, che vivono in famiglia e in appartamento con noi. L’esperienza italiana mi ha arricchito e ha allargato il mio orizzonte canino, in particolare quando ho cominciato ad avvicinarmi al mondo dei cani addestrati a cercare tartufi. Nel 2005 ho insegnato a Trilli, il nostro labrador, a trovare e riportare le bottiglie di plastica gettate nel bosco, mentre passeggiavo con lei sulla nostra proprietà. Ogni mattina riempivo una bella busta di rifiuti e in pochi mesi avevamo ripulito il bosco. A quel punto, non avendo più un lavoro da assegnarle, ho utilizzato il mio metodo, che ora ho battezzato “Metodo Americano” per insegnarle a trovare tartufi e consegnarmeli in mano come faceva con la plastica. Le nostre passeggiate sono diventate davvero piacevoli e il risultato appetitoso per tutta la famiglia e per gli ospiti dell’Agriturismo.

Mi sono confrontato con la ricerca del tartufo, applicando le mie regole a un campo per me del tutto nuovo. Di fatto avevo sempre creduto nell’importanza di formare una squadra a due con il proprio cane, di muoversi insieme nella natura con un obiettivo comune. Ma la ricerca comune di un tesoro ha fatto emergere la sensazione di essere sullo stesso piano con il mio cane, in un’esperienza che non credevo possibile. Per dirla tutta, nel bosco il cane ci supera di gran lunga, non si è quindi sullo stesso piano, ma si deve riconoscere questo dato di fatto, senza perdere la nostra autorità e rimanendo un branco. Solo il cane può trovare il tartufo sottoterra e io devo aver fiducia in lui, fino a prova contraria. Persino nei casi più disperati, la mia perdita di fiducia è il più delle volte un errore. È questo il senso di un vero lavoro di squadra: la possibilità di comunicare in maniera sempre più efficace per raggiungere un obiettivo comune.

L’efficienza del mio “Metodo Americano” per l’addestramento alla ricerca del tartufo è superiore a quella dei metodi tradizionali che ho conosciuto, soprattutto per la durata: una settimana, dieci giorni in confronto ai due o tre mesi tipici. E questo mi ha reso noto tra i tartufai locali. Così come il fatto che io non sia in competizione con chi cerca tartufi di professione. Essere in grado di aiutare gli uomini del posto a scoprire nuovi modi di interagire con i loro cani da tartufo mi ha dato una nuova consapevolezza. Ho potuto trovare amicizie che non credevo possibili solo qualche anno fa. E mi ha consentito di trovare un posto in una comunità rurale dove mi sentivo sempre di più un isolato. La mia filosofia sui cani e su come addestrarli è una filosofia di vita, di leadership e di amore. Sono sempre felice di trasmettere quello che ho imparato agli ospiti che vengono a trascorrere una vacanza in agriturismo. Potete seguirmi anche attraverso il mio Blog.

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